venerdì, 25 settembre 2026

Vibo. Pini in piazza Salvemini. Cutrullà e Tucci replicano a Marasco: «Dichiarazioni fuorvianti e omissive»

I consiglieri del gruppo di opposizione Cuore Vibonese-una città libera riprendono il segretario cittadino dem: «Il progetto originale prevedeva l’abbattimento di soli due pini, non di 18»
Redazione - 26 Febbraio 2025 -
Una foto degli alberi in piazza Salvemini

«In merito alla recente decisione di abbattere i pini domestici in Piazza Salvemini a Vibo Valentia, è necessario fare chiarezza sulle dichiarazioni rilasciate da Gernando Marasco, segretario del circolo cittadino del Partito democratico. Marasco ha affermato che l’abbattimento dei 18 alberi fosse previsto sin dall’inizio nel progetto di riqualificazione della piazza e ha attribuito la responsabilità di questa scelta ai progettisti e alla precedente amministrazione comunale. Tuttavia, questa ricostruzione non corrisponde ai fatti».

Replica dei consiglieri del gruppo consiliare di opposizione Cuore Vibonese-una città libera al Comune di Vibo Valentia Giuseppe Cutrullà e Danilo Tucci alle recenti dichiarazione del segretario del circolo cittadino del Pd.  

I consiglieri comunali di opposizione Danilo Tucci e, a destra, Giuseppe Cutrullà

Inizialmente previsto l’abbattimento di soli due pini

«Il progetto originale, infatti – spiegano gli interessati – , prevedeva l’abbattimento di soli due pini, non di 18. La decisione di procedere con un taglio così massiccio è stata presa solo in seguito ai danni subiti dagli alberi durante i lavori di riqualificazione e a precedenti interventi di manutenzione che hanno compromesso la stabilità delle radici. Questi elementi sono stati confermati dalla perizia agronomica redatta da Luca Rotiroti per conto del Comune, che ha evidenziato come la sicurezza pubblica fosse a rischio».

Il segretario cittadino Gernando Marasco (Pd)

Il progetto mirava a preservare il patrimonio arboreo


Per Cutrullà e Tucci è quindi «importante sottolineare che l’attuale amministrazione ha ereditato un progetto che mirava a preservare il patrimonio arboreo, e non a eliminarlo come si evince dalle tavole progettuali. Le dichiarazioni di Marasco, dunque, risultano  fuorvianti, poiché omettono il fatto che il progetto iniziale non prevedeva l’abbattimento indiscriminato di tutti i pini. Tra l’altro registriamo versioni discordanti: da una parte Marasco ha sostenuto che il taglio degli alberi fosse previsto sin dall’inizio del progetto di riqualificazione».

Dall’altra, «Salvatore Monteleone, assessore dell’attuale giunta, ha fornito una versione diversa, sottolineando che inizialmente il progetto prevedeva l’abbattimento di soli due alberi, mentre il taglio massiccio è stato deciso successivamente per motivi di sicurezza. Appare evidente – si fa notare – che dopo solo otto mesi non ci sia comunicazione tra la giunta ed i consiglieri e più in generale tra l’amministrazione ed i partiti che gli hanno dato sostegno in campagna elettorale, dopo pochi mesi appare tutto sfilacciato».

«L’assessore Monteleone avrebbe dovuto vigilare meglio»

In conclusione, i due esponenti della minoranza ritengono «fondamentale che il dibattito pubblico su questioni delicate come questa si basi su dati concreti e verificati, evitando polemiche basate su informazioni inesatte. Se si vogliono individuare responsabilità, allora è giusto sottolineare che l’assessore Monteleone avrebbe dovuto vigilare meglio sulla gestione dei lavori di riqualificazione. Se il monitoraggio fosse stato più attento – chiudono Cutrullà e Tucci -, forse si sarebbero potute evitare alcune problematiche che potrebbero portare all’abbattimento».



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