«Il coordinamento cittadino di Forza Italia continua ad osservare con attenzione l’operato della nuova amministrazione di centrosinistra guidata da Enzo Romeo, cercando di cogliere spunti positivi. Tuttavia, una cosa è chiara: questa amministrazione sembra ancora convinta di dover fare opposizione, anziché governare. Ogni giorno assistiamo a dichiarazioni che vengono puntualmente smentite dai fatti». Così una nota diffusa dal coordinamento cittadino di FI di Vibo Valentia.
Ferma replica al coordinatore cittadino del Pd
«La domanda – a parere degli azzurri – sorge spontanea: quando inizieranno a lavorare concretamente per il bene della città? L’ennesima dimostrazione di questa confusione politica arriva dalle dichiarazioni del coordinatore cittadino del Pd (Gernando Marasco, ndr), che in un comunicato stampa ha affermato: “La responsabilità maggiore è di chi ha redatto un progetto a tavolino, calato dall’alto (come ormai abbiamo visto fare spesso per tutti i progetti della vecchia amministrazione), che non ha neppure preso in considerazione la presenza degli alberi, se non per eliminarli. Come si evince dalla perizia, durante i lavori sono state tagliate e/o danneggiate delle radici”. Peccato che questa accusa sia del tutto infondata. Prima di rilasciare certe dichiarazioni, il coordinatore e il suo gruppo avrebbero dovuto leggere il progetto e la relazione tecnica. Come chiarito dall’assessore al ramo, il progetto prevede l’abbattimento di soli due alberi, e non di tutti i diciotto, come invece dichiarato nel comunicato del Pd».
«Di chi è la responsabilità?»
«Entriamo nel merito della questione – affermano ancora dalla sede degli azzurri vibonesi -: cosa ha realmente causato i danni agli alberi di Piazza Salvemini? Gli alberi in questione hanno un apparato radicale radiale superficiale, che si sviluppa entro una profondità massima di 60-80 cm. I lavori di scavo e demolizione della pavimentazione e dei marciapiedi sono iniziati a luglio 2024, sotto la gestione dell’amministrazione Romeo. Durante questi interventi, il terreno attorno alle radici è stato rimosso, lasciandole esposte per un periodo prolungato», sottolinea il coordinamento cittadino di FI.
«È risaputo quanto a lungo il cantiere sia rimasto fermo: una condizione che ha inevitabilmente compromesso la stabilità degli alberi. Ciò è evidente dal riscontro di tre date, inizio dei lavori luglio 2024, affidamento perizia agronomo dicembre 2024, ordinanza sindacale di abbattimento pini Piazza Salvemini numero 15 del 19-2-2025, che la questione è semplice: se un cantiere si blocca, è necessario adottare misure adeguate per proteggere l’area e prevenire danni a cose e persone. Perché nessuno nell’amministrazione Romeo ha pensato a una soluzione in attesa della ripresa dei lavori? Dove sono finiti tutti quegli “esperti” che, quando erano all’opposizione, si atteggiavano a tecnici e professori su ogni progetto?».
Amministrazione attenta solo alle polemiche
A giudizio degli esponenti di FI, «un’amministrazione più attenta alle polemiche che alla città! Questa vicenda dimostra un dato di fatto: l’amministrazione Romeo è stata più impegnata a screditare i progetti ereditati dalla precedente giunta piuttosto che gestire quelli in corso. E il caso di piazza Salvemini ne è la dimostrazione più lampante: si tratta di un cantiere avviato e gestito interamente dall’attuale amministrazione. Se davvero ci fossero stati problemi nel progetto, il sindaco Romeo e i suoi assessori avrebbero avuto tutto il tempo e i mezzi per modificarlo o adottare soluzioni correttive. Non l’hanno fatto! Il nodo della nuova perizia: perché? E con quali soldi? Ora, ci troviamo di fronte a una nuova questione: l’assessore ai Lavori pubblici ha annunciato che verrà commissionata un’ulteriore perizia», ricordano gli azzurri.
Dunque, «ci chiediamo: chi la redigerà? Con quali fondi sarà pagata? Se il nuovo documento smentisse la perizia già depositata (prot. n. 10150 del 18 febbraio 2025), chi si assumerà la responsabilità di questa confusione? Non solo: perché – si domandano ancora gli azzurri – si rende necessario un nuovo studio se già nell’affidamento al professionista incaricato del dicembre 2024, erano richieste tutte le verifiche previste dalla normativa vigente in materia? E se a ciò si aggiunge il precedente e ancor più corposo incarico professionale di 140.000 euro affidato sempre per gli stessi motivi, non si rischia di diventare ridondanti?».
«La lezione per l’amministrazione Romeo»
Questa vicenda, «per quanto grave», a parere sempre degli azzurri vibonesi, «potrebbe almeno servire da insegnamento ai nuovi amministratori: governare non significa cercare continuamente scuse o scaricare le colpe su chi c’era prima. Questa vicenda, anche se non è la prima, speriamo sia di insegnamento ai nuovi amministratori, ai quali per il bene della città consigliamo la famosa frase: “Prima di parlare pensa!”».










