«Nella mia attività di lavoro, cominciata alla fine degli anni ’80 dello scorso secolo, quando non ero nemmeno ventenne, ho sempre scelto il ruolo nel privato e mai nell’amministrazione pubblica, anche quando mi sarebbero venute incontro notevoli opportunità. Ho fondato e diretto imprese e ora svolgo felicemente la libera professione. Leggo, da mesi, velenose allusioni al mio nome per eventuali incarichi al Comune di Vibo. A questo proposito, mi sovviene un simpaticissimo quanto puntuale testo di Carlo M. Cipolla, “Le leggi fondamentali della stupidità umana” che nel proporre la terza legge su questa deriva mentale così la descrive: “La terza legge presuppone che gli esseri umani rientrino in una di 4 categorie fondamentali: sprovveduti, intelligenti, banditi e stupidi. Come è implicito, nella terza legge una creatura stupida vi perseguiterà senza ragione, senza un piano preciso, nei tempi e nei luoghi più improbabili e più impensabili“».
È quanto scrive Gianpiero Menniti in un post sulla pagina social, il quale – come si leggerà meglio più avanti – smentisce di netto le voci che lo volevano quale esperto al fianco dell’attuale amministrazione comunale di Vibo Valentia guidata dal sindaco Enzo Romeo.
«A Vibo si è cauti, se si esagera poi si cancella il post»
Per la verità – aggiunge – , «fino ad ora, non sono intervenuto per una ragione: con un pizzico di cattiveria, ho sperato che qualcuno scrivesse qualcosa di troppo per indurmi a fare ricorso alla querela, legittima forma di difesa contro la calunnia. Ma qui a Vibo si è cauti, se si esagera poi si cancella il post – come ha fatto una ex assessore della disastrosa giunta Limardo – e si preferisce usare il sottinteso e l’insinuazione, modalità nelle quali alcune figure si sono talmente specializzate da riuscire a suscitare un moto di divertimento, come sovente capita di fronte al grottesco incosciente», annota sempre Menniti.
Nessun incarico e nessuna selezione
«Veniamo al sodo: non sono in predicato per nessun incarico comunale – chiarisce con forza l’interessato – e non parteciperò a nessuna selezione relativa a ruoli di alcun genere nel Municipio di Vibo. Ai tanti che, come cagnacci rabbiosi si sono dedicati alla mia persona, direttamente o indirettamente, cogliendo l’occasione per ringraziarli delle parole “gentili” che hanno speso, racconto due simpatici aneddoti, il primo per i maschi e il secondo per le femmine (mi dispiace, ma per pettegoli, “megafoni da buffet” e starnazzanti non riesco ad ammettere gli appellativi di Uomini e Donne)».
Ecco il primo. «Si narra che un collaboratore di De Gaulle, negli anni dell’avvento della Quinta Repubblica, infervorato propose al celebre generale: “…E adesso che tutti i coglioni siano fucilati“. Il Presidente francese, meditando un istante, rispose: “Caro amico, il suo vasto programma mi sembra troppo ambizioso”».
Ed ecco il secondo. «Si racconta che Lady Astor, la prima donna membro del Parlamento britannico, una volta disse a Churchill: “Se fossi tua moglie, avvelenerei il tuo caffè”. Al che Churchill avrebbe risposto: “Se fossi tuo marito, lo berrei”».









