mercoledì, 23 settembre 2026

Limbadi, a Motta Filocastro prosegue il progetto diffuso “Una boccata d’arte”

Fino al 29 settembre l’iniziativa di arte contemporanea promossa dalla Fondazione Elpis
Ambrogio Scaramozzino - 8 Settembre 2024 -

Proseguirà fino al 29 settembre “Una Boccata d’Arte”, nel piccolo borgo di Motta Filocastro, suggestiva frazione del Comune di Limbadi, il progetto diffuso d’arte contemporanea, giunto alla quinta edizione, promosso dalla Fondazione Elpis, inaugurata lo scorso 23 giugno. Venti borghi di tutta Italia, uno per ogni regione, ospitano 20 interventi realizzati da 20 artiste e artisti italiani e internazionali a seguito di un periodo di residenza a contatto con il territorio e le comunità locali. Per la Calabria, Motta Filocastro, appunto, ospita l’intervento “È tutto vero” realizzato dall’artista Lulù Nuti (Parigi, Francia, 1988), coordinato da Altrove – Ehab Halabi Abo Kher e Vincenzo Costantino. Il progetto di Lulù Nuti è composto da una serie di opere in bronzo provenienti dai calchi di alcuni zerbini donati all’artista dagli abitanti del paese. Visto dall’alto, “È tutto vero” appare come un luminoso anello di protezione, riflettendo sullo spazio pubblico e su come rappresenti qui una dimensione intima diffusa. La trasformazione di un oggetto morbido e familiare come un tappeto in un’opera in metallo celebra l’ambiguità dell’ambiente domestico, a metà tra la casa accogliente e la fortezza impenetrabile. «Esiste una porta invisibile – ha spiegato Lulù Nuti – che cigola non appena uno sconosciuto varca la soglia. Un suono dalle frequenze inudibili per lo straniero, avverte i mottesi dell’arrivo dell’ospite. Non mi sorprenderebbe se, nel punto dove l’asfalto si tramuta in pietra, mi chiedessero di togliermi le scarpe». 

«L’avvio della quinta edizione di “Una Boccata d’Arte” segna un bellissimo traguardo – ha dichiarato Marina Nissim, presidente di Fondazione Elpis – 100 interventi realizzati in 100 borghi da altrettanti artiste e artisti internazionali dal 2020, anno in cui il progetto è nato con l’idea di sostenere le nuove generazioni, in linea con la nostra missione. Per l’anniversario speciale dei cinque anni abbiamo scelto di coinvolgere solo artisti under 35, che hanno dimostrato entusiasmo e impegno nella realizzazione degli interventi e nella relazione con il territorio, coinvolgendo con grande sensibilità le comunità locali il cui contributo in molti casi è stato essenziale anche nella fase creativa dei progetti. È sorprendente – ha aggiunto la presidente – la grande rete di relazioni umane e professionali che nel tempo si è venuta a creare attorno a “Una Boccata d’Arte”, grazie al prezioso contributo di artisti, curatori, sindaci, amministrazioni locali e cittadini. La partecipazione straordinaria alle inaugurazioni e l’interesse degli abitanti nei confronti degli artisti e dei loro progetti sono il frutto di questa riuscita sinergia. Anche quest’anno “Una Boccata d’Arte” lascerà il segno con la sua capacità di coinvolgere e creare connessioni intorno ai 20 interventi». 

Attraverso 20 interventi siti specifici che includono mostre diffuse, installazioni, performance, laboratori e libri d’artista, Una Boccata d’Arte ha attivato per tutta l’estate uno speciale itinerario culturale che si snoda lungo la penisola: un invito al viaggio e alla scoperta di luoghi inaspettati, lontani dai circuiti tradizionali dell’arte contemporanea. Una Boccata d’Arte è un progetto realizzato in collaborazione con Maurizio Rigillo, cofondatore di Galleria Continua, e con Threes che ogni anno cura tre interventi incentrati sulla sperimentazione sonora, quest’anno in Abruzzo, Lazio e Molise.

L’associazione Culturale “Il Tocco”, sempre molto attiva nella pittoresca frazione di Limbadi, ha accolto con entusiasmo “Una Boccata d’Arte”, vedendo in questo evento una straordinaria occasione di scambio culturale tra la comunità locale, l’artista e i curatori del progetto. L’artista italo-francese Lulù Nuti ha presentato la sua opera “È tutto vero”. «Questo lavoro – ha dichiarato visibilmente emozionata – si inserisce nei punti liminali di Motta Filocastro con una serie di opere in bronzo ottenute dai calchi di zerbini donati dagli abitanti. L’opera, vista dall’alto, appare come un luminoso anello di protezione, richiamando le antiche torri difensive del borgo. L’uso del bronzo conferisce un’aura di sacralità agli oggetti, celebrando l’arte dell’accoglienza tipica di Motta Filocastro».

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