Le famiglie calabresi spenderanno, complessivamente, 115 milioni di euro per i saldi invernali che sono iniziati oggi, sabato 4 gennaio, e dureranno per 60 giorni consecutivi, fino al 4 marzo 2025. La stima è della Confcommercio regionale. Il trend che si prefigura per le vendite, sempre secondo la Confcommercio, è positivo, con un incremento dell’8% rispetto allo scorso anno. La spesa media per ogni famiglia sarà di 290 euro, leggermente inferiore alla media nazionale di 307 euro, mentre quella pro capite si aggira attorno ai 125 euro, rispetto ai 138 euro nazionali.
Tra gli articoli più ricercati in testa come sempre l’abbigliamento, che rappresenterà circa il 50% degli acquisti dei calabresi, seguito dalle calzature (25%). Mentre il restante 25% riguarderà in prevalenza utensili per la casa, accessori e articoli sportivi. La provincia calabrese in cui si registrerà il maggiore volume di vendite è quella di Cosenza, con il 35,8% del totale. Seguono quella di Reggio Calabria, con il 28,3%, quella di Catanzaro, con il 18,5%, quindi Crotone (8,7%) e Vibo Valentia (8,4%).

Oltre 115 milioni per il commercio calabrese
La direttrice di Confcommercio Calabria, Maria Santagada ha sottolineato che con l’avvio dei saldi invernali 2025, «i dati che emergono sono decisamente incoraggianti per il commercio calabrese. Nonostante le sfide economiche degli ultimi anni, il settore continua a dimostrare una resilienza notevole, con un valore complessivo stimato per gli acquisti in saldo che supera i 115 milioni di euro nella nostra regione. I saldi invernali quindi, nonostante tutto, continuano a rappresentare un momento fondamentale per il commercio locale e per le famiglie calabresi.
Anche in occasione dei saldi, come Confcommercio Calabria rinnoviamo l’invito a sostenere i negozi delle nostre città, che sono un presidio essenziale di vivibilità e identità. In un contesto economico complesso, i saldi invernali offrono l’opportunità di acquistare prodotti di qualità a prezzi vantaggiosi, contribuendo allo stesso tempo alla vitalità delle nostre comunità».
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