«Ci uniamo all’appello “Unasolaitalia” per chiedere alla Regione Calabria di impugnare davanti alla Corte Costituzionale il disegno di legge d’iniziativa governativa sull’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario. Un atto di responsabilità che vede uniti tanti sindaci calabresi preoccupati degli effetti devastanti che l’entrata in vigore di tale legge possa determinare sull’erogazione dei servizi da parte degli enti più vicini ai bisogni e alle istanze delle cittadine e cittadini, ossia i comuni». Così il coordinamento regionale dell’associazione Libera Calabria.
«“𝐔𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐬𝐨𝐬𝐭𝐞𝐧𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞” come definito dai vescovi calabresi che, se realizzato, darà forma istituzionale agli egoismi territoriali della parte più ricca del Paese, amplificando e cristallizzando i divari territoriali già esistenti, con gravissimo danno per le persone più vulnerabili e indifese. Anche don 𝐋𝐮𝐢𝐠𝐢 𝐂𝐢𝐨𝐭𝐭𝐢, presidente di Libera contro le Mafie , in un recente incontro tenutosi a Lamezia Terme nell’ambito del festival “Trame”, ha sottolineato che “non si può affrontare lo scandalo delle disuguaglianze e della povertà del nostro Paese, con un milione di persone in povertà assoluta e dieci milioni in povertà relativa, promuovendo strategie differenziate. L’autonomia non può essere differenziata perché la libertà è un bene comune. La nostra Costituzione è nata per unire, non per dividere”. Al contrario – aggiungono dalla sede di Libera – sono necessarie politiche sociali che creino le condizioni per garantire il diritto di avere una casa, alla salute e offrire una visione di futuro per i nostri giovani costretti a lasciare la Calabria per mancanza di opportunità, mentre oltre un terzo di quelli che rimangono non studia e non lavora».
Infatti, «il generale 𝐂𝐚𝐫𝐥𝐨 𝐀𝐥𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐡𝐢𝐞𝐬𝐚 diceva che lo “Stato riuscirà a sconfiggere le mafie, quando riuscirà a garantire come diritti ciò che le mafie danno come favore”, appunto lavoro, scuola, sanità. Tutte cose che verrebbero messe, ulteriormente, in discussione con quella che viene definita “la secessione dei ricchi». Nell’auspicio che tanti altri sindaci della regione possano sottoscrivere tale appello, i vertici regionali di Libera si dicono certi che «il governatore 𝐑𝐨𝐛𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐎𝐜𝐜𝐡𝐢𝐮𝐭𝐨 e il presidente della giunta regionale 𝐅𝐢𝐥𝐢𝐩𝐩𝐨 𝐌𝐚𝐧𝐜𝐮𝐬𝐨 non resteranno indifferenti rispetto ad una presa di posizione di un’intera regione contro un provvedimento che rischia, tradendo lo spirito costituzionale di solidarietà e sussidiarietà tra le regioni, un ulteriore peggioramento in uno scenario, già, fortemente compromesso come quello calabrese».







