mercoledì, 23 settembre 2026

Bufera nel M5S vibonese, durissimo l’ex capogruppo in Consiglio Domenico Santoro: «Sulla giunta, noi come la Massoneria»

Al centro dell’affondo contro i vertici locali del Movimento 5 Stelle la mancata convocazione di una riunione per produrre «una rosa di nomi papabili con vere competenze» da sottoporre all’attenzione del sindaco Romeo al fine di scegliere i futuri assessori pentastellati
F. M. - 14 Luglio 2024 -

Parla di «ripetute richieste di convocare una riunione» finite nel dimenticatoio. Obiettivo: individuare dei nomi da fornire al sindaco di Vibo Valentia Enzo Romeo per scegliere i futuri assessori del Movimento 5 Stelle, che dovranno entrare nella nuova giunta che il primo cittadino si appresta a varare a giorni. Domenico Santoro, ex capogruppo pentastellato uscente in consiglio comunale, e ricandidatosi alle ultime amministrative ma non eletto, lancia autentiche cannonate all’indirizzo dei vertici vibonesi del Movimenti 5 Stelle in vista del varo del nuovo esecutivo di Palazzo Luigi Razza. Addirittura, a suo parere, il Movimento 5 Stelle starebbe utilizzando una sorta di «cultura massonica» nell’individuare chi dovrà fare parte del governo del capoluogo. Insomma, Santoro mette sotto accusa il metodo utilizzato dai dirigenti locali del M5S e anche il merito, in quanto – afferma l’interessato – si stanno nominando «assessori non iscritti al M5S o incompatibili».

«Con riluttanza – denuncia dunque Santoro – scrivo queste righe pubblicamente dopo tante nelle nostre chat, ma mi compete rendere esplicita la situazione all’interno del Gruppo territoriale del Movimento 5 Stelle di Vibo Valentia. Nonostante la ripetuta richiesta, fatta da giorni, mia e di molti altri componenti del Gruppo, di convocare una apposita riunione per produrre una rosa di nomi papabili con vere competenze, stanno per essere nominati assessori addirittura non iscritti al M5S o incompatibili. Qualcuno sta procedendo senza quella invocata partecipazione dei cittadini, della trasparenza, che abbiamo promesso alla città, e noi stessi stiamo utilizzando una sorta di cultura piramidale e quindi tipo massonica che, eventualmente, pervade anche il nostro Movimento». Detto questo, l’ex capogruppo consiliare chiarisce che non scrive «per mire personali. Sono stato costretto –  confessa ancora Santoro – a fare una campagna elettorale con le mani legate da una malattia risolta solo il giorno prima delle elezioni». E quindi, l’ex consigliere spiega che poco lo riguarda «essere o non essere assessore all’Urbanistica, nonostante le mie competenze riconosciute in tutta la regione. Comunque – questa la rassicurazione finale dell’ex capogruppo – appoggerò sempre Enzo Romeo e mi batterò per le Marinate, perché l’ho voluto per primo io. E ciò ha portato il M5S a vincere. Resterò sempre del M5S per filosofia politica e per come ho scritto nel mio libro “Democrazia sospesa”». Chiude Santoro.

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