L’esclusione di Elisa Scutellà dal Parlamento è stata definita un vero e proprio «furto di democrazia» da Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle. Durante una manifestazione organizzata a Cosenza sabato scorso, Conte ha denunciato pubblicamente «l’ingiustizia subita dalla parlamentare e dai cittadini calabresi che avevano espresso il loro voto a suo favore».
Un torto contro il Movimento 5 Stelle e i cittadini calabresi
Secondo Conte, la rimozione di Scutellà non è solo un attacco al Movimento 5 Stelle, ma anche una violazione del diritto democratico degli elettori calabresi. «Le regole che avevano consentito ad Elisa Scutellà di essere eletta sono state sovvertite. L’obiettivo era buttare fuori dal Parlamento la nostra rappresentante», ha dichiarato il leader pentastellato.
«Un sistema clientelare dietro la sostituzione»
Conte ha inoltre sottolineato come la decisione abbia favorito un candidato appartenente a una famiglia con forte potere di condizionamento. Secondo lui, il seggio parlamentare di Scutellà sarebbe stato assegnato «grazie ad una gentile concessione a un “figlio d’arte” (Andrea Gentile, ndr) legato a un sistema clientelare che esercita la sua influenza non solo in Calabria, ma anche a Roma, condizionando persino la maggioranza di governo». L’ex premier ha voluto commentare così le recenti vicende che hanno visto l’esclusione di Scutellà dal Parlamento.









