Operazione-riscatto! È quanto si propone la Tonno Callipo nella seconda consecutiva trasferta, valida quale terza giornata del girone di ritorno. I giallorossi vogliono invertire il trend negativo fuori casa, e sabato nella lontana Palermo hanno l’occasione per iniziare a fare punti anche fuori dal PalaValentia, dopo l’unica vittoria contro la Gupe. Per riuscirci servirà non solo mantenere alta la concentrazione, quanto aumentare la consapevolezza nei propri mezzi. Anche perché in casa la squadra di coach Piccioni ha dimostrato di tenere testa ad ogni avversario, e dunque giocarsela a viso aperto. Ecco quindi che Mille e compagni devono ritrovare coesione, spirito di gruppo e quella cattiveria agonistica che sono elementi imprescindibili soprattutto negli sport di squadra. A tal proposito, in questa chiacchierata, rende bene l’idea parlando di coraggio l’opposto giallorosso Pietro Mariano, che finora ha ben impressionato per impegno e rendimento, ma che può (e deve) fare molto di più perché sono ben visibili i suoi mezzi tecnici.
Allora Pietro, a Bronte c’è stata l’ulteriore dimostrazione delle vostre difficoltà in trasferta: perché così tanta differenza con le gare in casa?
«Vincere fuori casa richiede una prova di coraggio maggiore rispetto ad una partita interna. Ecco perché sottolineo l’attenzione sull’aspetto del coraggio, quello che purtroppo ci sta mancando fuori casa da un po’ di partite e che dobbiamo assolutamente ritrovare, essendo fondamentale del nostro gioco».
Sabato altra trasferta, a Palermo che ha tre punti meno di voi ma è reduce dall’exploit a Letojanni: che gara vi aspetta?
«Come ogni match di questo campionato ci aspettiamo sicuramente un’altra battaglia. Loro sono una squadra che, nonostante alcuni momenti di difficoltà, sono riusciti nelle ultime giornate a ritrovare con personalità un buon livello di gioco. Ed hanno fatto risultato anche in campi difficili come appunto quello di Letojanni. Toccherà dunque a noi dare un segnale e ritornare a dettare, anche in trasferta, il nostro ritmo di gioco così come facciamo in casa e quale migliore occasione di questa gara».
A livello personale stai facendo bene, ma si intravedono tanti margini di miglioramento: ne sei consapevole?
«Parlare di prestazione individuale per un atleta di uno sport di squadra è sempre difficile. Tuttavia sono consapevole dell’apporto che posso dare alla squadra in campo ed anche fuori. Il mio obiettivo è di riuscirci in entrambi i casi, cercando anche di trasmettere qualcosa ai miei compagni. Sono sicuramente consapevole dei margini di miglioramento che posso raggiungere e, insieme allo staff tecnico, stiamo cercando gradualmente di ottenerli, in modo tale da raccoglierne i frutti nel prosieguo del campionato».
Notiamo anche un’intesa perfetta con Bisotto: come sta andando?
«Stefano sta dimostrando di essere uno dei migliori palleggiatori del girone e, partita dopo partita, sta maturando molto sia come atleta e sia come persona. Tutto ciò unito alla sua dedizione, voglia di imparare e di mettersi in discussione gli fa onore, poi però sta a noi attaccanti valorizzarlo e farci trovare pronti quando ci chiama in causa».
Sei reduce dalla A3, che differenze stai trovando con questa Serie B?
«Tra le due categorie è chiaro che ci siano alcune differenze che riguardano vari aspetti. Intanto il lato tecnico e fisico, ma la più grande sta nell’impostazione del campionato. E cioè l’A3 con 8 squadre per girone, che accedono di diritto ai playoff, consente un margine di errore a livello di risultati che in Serie B non ti puoi permettere. Arrivare tra le prime due in un girone di Serie B, risulta essere molto più complesso e richiede una prova di maturità maggiore, che favorisce nella maggior parte delle volte squadre più esperte ed attrezzate».
Come sta andando questa tua esperienza a Vibo e cosa ti proponi nel prosieguo del torneo?
«La considero un importante step nel mio percorso di crescita. Giocare per una società prestigiosa come la Tonno Callipo è sempre motivo di orgoglio, e regalare emozioni al pubblico ed ai nostri tifosi ogni sabato lo è ancora di più. Riguardo ai miei propositi vorrei che fossero più di squadra che individuali: quindi in casa continuare a trasmettere emozioni tramite il nostro gioco. Questo perché non c’è cosa più bella per uno sportivo di vedere il pubblico divertirsi con noi. Fuori casa invece, dobbiamo ritrovare il coraggio e l’ardore che ci contraddistinguono. Così facendo potremo tornare a divertirci e portare in ogni campo quello per cui lavoriamo ogni giorno insieme».










