martedì, 22 settembre 2026

Pnrr, Comuni e Province alle prese con procedure farraginose e complesse

PNRR Bandiera comunità europea

Dai dati disponibili, la tempistica seguita da Comuni e Province nell’attuazione degli interventi finanziati dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza) è pienamente in linea con quella fissata dal programma: terminata la fase di progettazione e gestione delle gare di appalto, gli Enti sono oggi impegnati nella fase della realizzazione degli interventi per essere ultimati e collaudati entro il mese di giugno 2026.

Tuttavia, il percorso che gli Enti si trovano ad affrontare risulta spesso rallentato e appesantito da procedure farraginose e complesse, che rischiano di minare il rispetto delle scadenze previste: i documenti eccessivamente numerosi da caricare su Regis, la piattaforma informatica del Ministero dell’Economia per il monitoraggio dei progetti, e la richiesta di innumerevoli adempimenti formali nella predisposizione degli atti (quali banalmente loghi o timbri), rallentano, o in alcuni casi bloccano, la realizzazione di un’opera di interesse pubblico per problemi di forma e non di sostanza.

La questione burocratica

Gli uffici lamentano ritardi o dinieghi nell’erogazione degli acconti al 30% nonostante la previsione normativa del Decreto legislativo 19/2024; significativi ritardi nel controllo e pagamento di rendiconti caricati e, a volte, addirittura il mancato pagamento di quelli già controllati e validati; la mancanza di uniformità ed omogeneità nelle attività di controllo delle rendicontazioni, che rende aleatorio il buon esito dell’erogazione delle risorse; incertezza rispetto alla documentazione da produrre ed eccessivo formalismo sulla stessa, per cui può capitare di dover mettere un timbro sulla fattura elettronica o autocertificare il pagamento dell’Iva.

Per questo si propone al Governo di destinare le risorse non utilizzate di fissare un termine perentorio di 30 giorni entro cui le amministrazioni centrali devono validare i dati inseriti dai soggetti attuatori sul Regis e procedere alla liquidazione dei Sal (entro i successivi 30 giorni) nonché  di semplificare i controlli, privilegiando gli aspetti sostanziali e qualitativi e non prettamente formalistici, consentendo il trasferimento delle risorse anche nelle more del completamento dei controlli formali. Si ritiene che il perdurare delle criticità e soprattutto il progressivo aumento dei volumi finanziari richieda l’individuazione di soluzioni strutturali, per affrontare una situazione che sta creando gravissimi problemi nella liquidità dei Comuni e di conseguenza anche nei pagamenti agli operatori economici e nella prosecuzione dei cantieri.

Questa capacità di spesa dimostrata dagli Enti locali esige un sistema di controllo delle rendicontazioni e dei relativi pagamenti fluido, celere e semplice; appare evidente che nei prossimi mesi e sino al 2026 la massa dei pagamenti da effettuare a favore dei soggetti attuatori del Pnrr sarà straordinaria e pertanto deve essere garantito un sistema più efficiente. Una prima significativa risposta è contenuta nella legge di conversione del decreto legge 9 agosto 2024 numero 113.

La norma e i vari passaggi

La norma al fine di assicurare la liquidità di cassa necessaria per i pagamenti di competenza dei soggetti attuatori degli interventi del Pnrr, che le amministrazioni centrali titolari delle misure “provvedano al trasferimento delle occorrenti risorse finanziarie, fino al limite cumulativo del 90 per cento del costo dell’intervento a carico del Pnrr, entro il termine di 30 giorni decorrenti dalla data di ricevimento delle richieste di trasferimento”.

L’ente attuatore dovrà attestare l’ammontare delle spese risultanti dagli stati di avanzamento e l’avvenuto espletamento dei controlli di propria competenza, nonché le verifiche sul rispetto dei requisiti specifici del Pnrr, con obbligo di conservazione della documentazione giustificativa che potrà essere richiesta in sede di audit e controlli da parte delle autorità nazionali ed europee. A fronte delle richieste, le amministrazioni centrali titolari delle misure effettuano le erogazioni, riservandosi i controlli ad una fase successiva e comunque entro il termine di erogazione del saldo finale dell’intervento.

L’attuazione dell’erogazione Pnrr e i tempi

L’attuazione di questo diverso approccio alle erogazioni Pnrr è però condizionata all’emanazione, entro 60 giorni, di un decreto Mef che stabilirà “i criteri e le modalità” di comportamento delle amministrazioni titolari e dei soggetti attuatori. È auspicabile il rispetto dei tempi di emanazione del decreto per non vanificare, ancora una volta, per assenza di disposizioni attuative, norme di legge essenziali per gli Enti locali. I ritardi nell’erogazione delle risorse a fronte dell’obbligo di Comuni e Province di pagare alle imprese gli stati di avanzamento dei lavori, comporta gravi ripercussioni nella gestione della cassa degli Enti che si trovano in crisi di liquidità con il paradosso di dover ricorrere ad anticipazioni di tesoreria o a finanziamenti da parte della Cassa depositi e prestiti assumendosi ulteriori costi per interessi e spese di gestione.

Il Comune di Vibo Valentia, a titolo di esempio, da una rilevazione effettuata con i Rup degli interventi ha dovuto anticipare con risorse proprie, per rispettare il primo step del 30% al 30 settembre, ultimo scorso l’importo di1.303.613,20 euro su un importo complessivo di pagamenti pari ad 5.418.342,24 euro.

ARTICOLI CORRELATI