
La quinta giornata del “Serreinfestival”, organizzata in collaborazione con l’associazione “Vivi Serra San Bruno”, si è concentrata sulle attività di trekking che fanno apprezzare la bellezza dei paesaggi, la storia e la tradizione di Serra San Bruno e gli antichi mestieri che ancora resistono e anzi recano un carico di fascino che attrae i visitatori. L’evento “‘Na notti allu scarazzu” è partito da corso Umberto I, dove il percorso è stato illustrato dal presidente dell’associazione “Vivi Serra San Bruno” Mario Papasodaro, che ha specificato i motivi della scelta della location. Uno degli scopi è stato quello di esaltare le maestranze locali, come gli scalpellini: piacevolmente sorpresi in questo senso coloro che, provenendo da altre realtà, hanno deciso di vivere questa esperienza. I partecipanti hanno quindi fatto visita al Monumento ai Caduti, alla chiesa di Maria de’ Sette Dolori, ai palazzi storici della città ammirando in particolare la cosiddetta “Fontana di Bonsignuri”. Poi, con il calare del sole e l’arrivo dell’oscurità, muniti di pile, si sono messi in marcia verso le carbonaie addentrandosi nei sentieri con passo sicuro. Una volta raggiunta la meta hanno potuto ammirare carbonaie accese, in costruzione ed allo stadio finale assistendo alla spiegazione degli addetti riguardante le tecniche di preparazione della carbonaia, la sua alimentazione e l’estrazione del prodotto. Infine, hanno fatto rientro in centro, dove hanno consumato la cena gustando le prelibatezze dei locali serresi.
«Molto soddisfatta per l’ottima riuscita del Serreinfestival» si è detta la coordinatrice Maria Rosaria Franzè che ha dichiarato di aver «centrato l’obiettivo di creare situazioni e contesti che promuovono il territorio». Mentre Marta Ferrari, responsabile del progetto, ha sottolineato «il continuo impegno dell’associazione di valorizzare il territorio, i suoi boschi, le sue bellezze culturali, attraverso un programma di iniziative sempre più ricche».







