La giunta comunale di Vibo Valentia ha deciso per la «proroga tecnica» delle concessioni demaniali fino al 31 dicembre 2025. Tradotto: l’esecutivo di Palazzo Luigi Razza ha ritenuto opportuno adottare un atto di indirizzo specifico per l’Ufficio comunale competente, «al fine – si legge nella delibera (numero 72) approvata dall’esecutivo Romeo – di avviare un procedimento che consente l’assegnazione delle concessioni scadute in modalità competitiva. Tuttavia, non è necessario procedere immediatamente all’assegnazione per periodi di lunga durata, considerando, tra l’altro, le esigenze legate alla pianificazione delle aree demaniali. Pertanto, si propone di posticipare la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2025, al fine di consentire il tempo necessario per la disposizione e l’indizione delle gare, da concludersi entro il 30 settembre 2027. A tal fine, si ritiene opportuno procedere con una proroga tecnica».
L’obiettivo è quello di garantire la continuità dei servizi
L’amministrazione, quindi, con tale atto, intende «perseguire il supremo interesse pubblico – è scritto sempre nella delibera -, garantendo ai cittadini, fino al 31 dicembre, la continuità dei servizi balneari e dei servizi secondari annessi», nonché «preservare la stabilità occupazionale del personale impiegato nelle attività turistico ricettive riconducibili alle concessioni demaniali, anche tenendo conto del fondamentale servizio di salvamento garantito dagli stabilimenti balneari».
Preservare le strutture e scongiurare il rischio di danno erariale
E ancora: l’amministrazione comunale intende, quindi, «preservare le strutture ed infrastrutture e pertinenze demaniali, al servizio degli insediamenti produttivi presenti sulla litoranea, che, in caso di inutilizzo, sarebbero soggetti a dinamiche di rapido deperimento per carenza di manutenzione e gestione ad opera dei soggetti concessionari».
Si vuole, poi – è scritto ancora nella delibera licenziata dalla giunta -, «scongiurare il rischio di danno erariale, confermando gli introiti derivanti dal canone demaniale dovuto dai concessionari in favore dello Stato, oltre che di quelli derivanti dall’imposta regionale aggiuntiva, in favore della Regione e del Comune».
L’esecutivo di Palazzo Luigi Razza mira, infine, ad evitare «il conseguenziale appesantimento ingiustificato dell’azione amministrativa dovuto alla gestione della mole dei contenziosi che – è scritto ancora nel testo della delibera – si attiverebbero in assenza di proroga tecnica, i quali, nell’incertezza del quadro normativo di riferimento in materia, vedrebbero con molta probabilità l’amministrazione soccombente».









