Da pochi giorni ricopre la carica di nuovo segretario provinciale dell’Udc di Vibo Valentia. Una scelta, questa, definita da Stefano Luciano – avvocato, candidato in passato diverse volte alla carica di consigliere comunale e nel 2019 aspirante sindaco del centrosinistra – sostanzialmente necessaria per dare al movimento “Vibo Unica” «una proiezione più forte e maggiormente radicata».
Ma non solo: come si leggerà più avanti nel corso dell’intervista rilasciata alla nostra testata, Luciano ritiene l’area di centro «fondamentale per dare stabilità ai quadri politici» ed, evidentemente, pensare di poter giocare un ruolo di equilibrio tra i due poli.
Al Comune capoluogo, poi, dove oggi tra i banchi dell’opposizione consiliare di centrodestra “Vibo Unica” è rappresentante da Claudia Gioia, il nuovo segretario provinciale è pronto a dare «rappresentanza al partito dell’Udc».
Segretario, dal movimento “Vibo Unica” all’Udc, come mai questa scelta?
«”Vibo Unica” è un movimento che ho fondato nel 2014 e che mi ha permesso di ottenere risultati importanti sotto il profilo politico ed elettorale fino alle recenti elezioni amministrative. Oggi questo gruppo deve crescere e pertanto deve allargare il proprio raggio di azione in ambito regionale e nazionale e per fare questo occorre la garanzia di una struttura di partito. Per tale ragione si è passati dal movimento “Vibo Unica” all’Udc al fine di dare al gruppo una proiezione più forte e maggiormente radicata. Tengo comunque a precisare che “Vibo Unica” non sarà sciolta ma resterà, come lo è sempre stata, sotto forma di associazione politico-culturale».
Ritiene l’area di centro ancora un’area dove poter fare politica rispetto ai due poli?
«Certamente. L’area di centro è connotata dalla presenza di figure politiche che muovono la loro azione non già in funzione di posizioni ideologiche precostituite ma in funzione dei bisogni del territorio e della qualità delle persone che interpretano i progetti. Tale area, peraltro è sempre fondamentale per dare stabilità ai quadri politici. Ciò ad esempio avviene a livello nazionale dove la Meloni governa grazie ad una vasta area di centro che va da Forza Italia all’Udc e che rappresenta il punto di equilibrio per l’intera Unione Europea».
Il discorso vale anche per Vibo Valentia?
«Assolutamente sì. Anche a Vibo Valentia c’è bisogno di una vasta area di centro che punti sulla qualità delle persone e sulla qualità dei progetti politici per amministrare una città che ad oggi continua inesorabilmente a peggiorare».
Lei sa bene che la politica spesso divide, cosa si sente di dire a chi non dovesse condividere la sua scelta?
«Devo con soddisfazione evidenziare che tale scelta è stata largamente condivisa da figure politiche e figure provenienti dalla società civile che insieme comporranno un nucleo molto forte; mi riferisco ad esempio a Giulio Nardo, Claudia Gioia, Mario Di Fede, Francesco Belsito, Francesco Fusca, Pierluigi Lo Gatto, Francesca Tavella, Domenico Barbieri, Gaetano Satriani,. Ovviamente devono essere menzionati i rappresentanti istituzionali presenti nel partito oltre alla già citata Claudia Gioia e cioè Nicoletta Covalea, Alessandro Lacquaniti, Romano Loielo ed ovviamente il coordinatore regionale Bulzomì. Certamente qualcuno dei miei precedenti compagni di viaggio non ha condiviso questa scelta ma come ha ben detto lei, in politica questo è fisiologico. A loro va il mio ringraziamento per avermi seguito in passato ed un augurio affinché possano trovare la migliore strada possibile per continuare a fare politica».
Parliamo di alleanze.
«L’Udc è dentro l’alleanza di centrodestra nel governo nazionale e nel governo della Regione Calabria. E’ pertanto evidente che il perimetro nell’ambito del quale strutturare le alleanze è già delineato»
E qui nel Vibonese, stessa linea?
«Nei territori il partito è libero di scegliere le alleanze pur essendo privilegiata a linea del rispetto del quadro politico nazionale e regionale. Alle precedenti elezioni amministrative, il mio gruppo di riferimento si è candidato nel centrodestra ed è questo un ulteriore motivo che mi spinge ad affermare che questo è il campo naturale nel quale provare a strutturare delle alleanze salvo imprevedibili sorprese che pur esistono in politica».
Nella pratica invece cosa cambia: per esempio, al Comune capoluogo, “Vibo Unica” è presente in aula con un suo consigliere.
«Al Comune capoluogo daremo anche rappresentanza al partito e siamo fermamente posizionati all’opposizione per coerenza ed in funzione di un giudizio assolutamente negativo che abbiamo maturato nei riguardi dell’amministrazione Romeo. E’ passato quasi un anno dal suo insediamento e la “Vibo vera” auspicata in campagna elettorale è rimasto solo uno slogan. La città presenta i problemi di sempre e all’orizzonte non è emersa una classe dirigente capace di imprimere un cambio di marcia».
Cosa vuol dire essere oggi segretario provinciale di un partito politico?
«Vuol dire ricoprire un ruolo di rappresentanza di una sigla nazionale che rende più incisiva l’azione politica e che permette un più fluido dialogo con le altre forze politiche. Vuol dire anche imprimere una direzione di marcia operando delle scelte sugli uomini e sui progetti».
Quali le sue prime mosse da segretario provinciale dell’Udc?
«Abbiamo già iniziato a lavorare con l’assegnazione delle nomine dei dirigenti locali del partito e dimostreremo di essere capaci di strutturare una squadra competitiva e di qualità. Questa è stata la prima mossa. In seconda battuta apriremo una sede e la riempiremo di contenuti e di proposte politiche per il bene e lo sviluppo del nostro territorio».










