giovedì, 24 settembre 2026

Michele Lo Schiavo, lo chef «versatile» che ha girato tante cucine: «Rifarei tutti i sacrifici»

Ha iniziato a districarsi tra i fornelli che era un adolescente, oggi è uno chef a Milano: «Questo è un lavoro che gratifica, malgrado la fatica»
Rosanna Pontoriero - 18 Gennaio 2025 -

Un album nutrito di vite, che hanno il sapore dei racconti di formazione: ci sono  fatica, gavetta, passione e soprattutto, c’è l’entusiasmo che sfida la realtà. In questi mesi abbiamo raccontato decine e decine di storie, tutte intrise di un sapore tenace e resiliente. Protagonisti che ci insegnano come la vita sia essenzialmente una scelta. Michele Lo Schiavo, originario di Vibo Valentia, classe 1985, ha iniziato a lavorare nelle cucine professionali che era un ragazzetto, ebbene, non ha mai smesso. Oggi è un uomo deciso, che lavora tanto e sa cosa vuole dal futuro. Lo abbiamo ascoltato in un polare pomeriggio di gennaio, si è raccontato a cuore aperto, come tutti in questa rubrica.

Il percorso di Michele Lo Schiavo

«Da bambino ero attratto dalla cucina casalinga: la pasta fresca fatta a mano, le ricette di mamma e nonna. Decisi, finite le medie, di fare la scuola alberghiera e in estate le stagioni nelle strutture della costa, come aiuto cuoco. Ero praticamente un ragazzino e in quelle cucine si lavorava tredici, quattordici ore al giorno. Tornassi indietro lo rifarei: si impara solo così. Finita la scuola, ho iniziato immediatamente a lavorare, passando per una infinità di cucine. Nel tempo sono cresciuto come capo partita, secondo chef e infine, primo chef. Ho soggiornato, sempre per lavoro, a Maratea, dove mi sono occupato di banchettistica. Contemporaneamente al lavoro, ho iniziato a militare nell’Associazione Cuochi Italiani e oggi sono consigliere. Facciamo spettacoli, corsi di formazione, gare, ci spostiamo molto. Ho partecipato ai Campionati Italiani di Cucina e sono arrivato una volta secondo e una volt terzo nella categoria singola, con piatti a base di pesce e prodotti tipici calabresi».

Il presente a Milano

Michele Lo Schiavo, dopo varie esperienze in Calabria, si è trasferito a Milano lo scorso anno: «Ad oggi Lavoro come chef in un ristorante centrale, sia a pranzo che a cena. Mi sono trasferito perché mi hanno fatto una bella proposta. Io però sono una persona che ama cambiare: luoghi, tipologia di cucina, in questo lavoro è importante non fermarsi. La cucina lombarda mi piace: è vasta, eterogenea. Del mio lavoro amo il rapporto con i clienti, attualmente opero in una cucina a vista e la dialettica con il commensale è gratificante. La mia prospettiva è quella di aprirmi un locale, per proporre la mia filosofia nella sua interezza. Lo immagino in un borgo, attorniato dalla natura». Michele Lo Schiavo si definisce una persona «versatile, dinamica», a cui piace tanto «il contatto con le persone». Ascoltando queste vite così movimentate, riecheggia autenticamente il gusto dello stare al mondo.

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