Il venticello mattutino che accarezza la tenda, due ortensie mature, una cheescake alla pesca assaporata con calma e pigrizia e la voce gentile e sfumata di entusiasmo di Cinzia Gullà, arrivata come uno spritz ghiacciato e leggermente effervescente. La sua è una storia stupenda: Cinzia Gullá è una pioniera, navigatrice, di quelle persone che riescono ad intercettare le correnti della vita, senza paure e condizionamenti.
È una donna intraprendente, curiosa, avida e profondamente organizzata, lo si coglie sin dalle prime battute. Proviene dall’entroterra vibonese, ma vive a Vibo Marina, quantunque la sua vita si componga di tanti luoghi e capitoli. Oggi ha più di mezzo milione di follower con “Tutti a tavola con Cinzia”, ha pubblicato il suo primo libro ed è una imprenditrice digitale affermata: racconta la sua cucina, entrando nella quotidianità delle persone.
Eppure, ha un vissuto ricchissimo, del quale parla con una vivacità saggia e seducente: «Nella mia famiglia a tavola abbiamo vissuto i momenti più belli e più brutti, le decisioni più importanti, i discorsi più impegnativi. Da bambina mia madre lavorava e io quando arrivavo a casa mettevo l’acqua della pasta, è stato il mio primo approccio con la cucina, provengo da una famiglia di cuochi appassionati. Ricordo benissimo quando i miei nonni facevano i solchi in campagna e io lanciavo i semini, raccoglievo i fagiolini nell’orto su indicazione di mia nonna».
Il suo percorso
Finita la scuola Cinzia Gullà ha intrapreso studi scientifici, portandoli brillantemente a termine: «Mi sono laureata prima in Scienze Naturali a Messina, successivamente ho preso una seconda laurea a Cosenza in Scienze Biologiche. I miei genitori erano insegnanti e hanno trasmesso a me e ai miei fratelli un amore viscerale per lo studio, la mia vita è stata piena anche di libri».
Una volta conclusi gli studi, per Cinzia si è aperta una breve parentesi come insegnante: «Tra la prima e la seconda laurea ho fatto l’insegnate a Milano, ma ho capito immediatamente che non era un lavoro adatto per me. Successivamente ho fatto l’informatrice informatica, mestiere bellissimo, ma sono stata licenziata pur avendo un contratto a tempo indeterminato. Quello è stato un momento di critica, mi sono messa in discussione facendomi tante domande. E questi interrogativi mi hanno portata a rimettermi in pista come insegnante: mi sono abilitata, ho preso il sostegno, sono andata a Roma a insegnare e mi sono accorta nuovamente di quanto non fosse il mio posto nel mondo».
«Ritornata in Calabria mi sono dedicata a qualche piccola supplenza, ma nel frattempo ho aperto un sito con i miei fratelli sulla piattaforma di Giallo Zafferano, l’inizio della mia vera avventura. I miei fratelli poi sono partiti e io mi sono dedicata con studio e passione, facendo corsi di fotografia, specializzandomi nella stesura dei testi, nel posizionamento sul web dei contenuti. Piano piano questa professione è diventata impegnativa, oggi lavoro 15 ore al giorno», ha detto.
La svolta di Cinzia Gullà
Per Cinzia ci sono state tante svolte, più opportunità: «Ho iniziato ad avere consapevolezza che il mio hobby si stava trasformando in lavoro quando ho aperto la Partita Iva. Un altro grande traguardo è stato quando ho iniziato a lavorare con le grandi aziende del food. Al grande pubblico sono arrivata grazie a Instagram, perché il web è molto democratico. Io ho sempre amato fare video sintetici, il mio format ideale sono i reel e grazie ad essi io sono esplosa».
Con Cinzia Gullà abbiamo parlato anche di Calabria: «Ho iniziato a raccontare la Calabria per le sue tradizioni, ma oggi c’è tanta modernità che vorrebbe essere narrata. La Calabria è una donna impegnata, con anche poco tempo per cucinare: i ritmi sono sostenuti, le prerogative sono cambiate. Quando pubblico la ricetta della pasta e patate a crudo, che fa parte del repertorio calabrese, riscuote sempre un grandissimo successo». Cinzia Gullá è una donna molto soddisfatta: «Quando mi chiedono quale sia il mio lavoro io rispondo che sono una imprenditrice digitale, partita dal niente. Ho costruito con le mie mani un lavoro che mi realizza, ma non sono affatto arrivata».
Cinzia Gullà ha di recente pubblicato il suo primo libro sugli antipasti. In tre aggettivi si definisce: «intraprendente, permalosa e gentile». La sua cucina, invece, è decisamente «amorevole».
La ricetta: il Tiramisù ma con i tuorli pastorizzati, una preparazione gustosa e delicata
L’odore del caffè che aleggia per casa, annunziando il classico intramontabile. La moca sul fuoco e quell’inconfondibile rumore con la nuvoletta, le mani che sanno di mascarpone: quanta bellezza nella preparazione di un Tiramisù. La ricetta che vi raccontiamo è con i tuorli pastorizzati.

Ingredienti: 500g di savoiardi; 500g di mascarpone; 400g di panna fresca; 100g di tuorli; 200g di zucchero; 400 – 500ml di caffè espresso freddo; vi servirà inoltre uno stampo di 24 cm e un termometro.
Procedimento: montate i tuorli. In una pentola raccogliete lo zucchero e 40ml di acqua; mettete sul fuoco e portate alla temperatura di 121°. Versate a filo sui tuorli e, con le fruste o all’interno della planetaria, montate fino a ottenere una crema omogenea. Lavorate il mascarpone con la panna, precedentemente montata; unite la crema di tuorli, incorporando molto delicatamente. Zuccherate il caffè, bagnate i biscotti e disponeteli all’interno dello stampo; procedete con uno strato di crema al mascarpone e proseguite a realizzare strati sino ad esaurimento degli ingredienti. Mettete in frigo per almeno 4 ore prima di servirlo. Guarnite con una abbondante spolverata di cacao amaro. Per la variante mignon utilizzate un piccolo rettangolo d’acciaio, il procedimento è ovviamente il medesimo.
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