Una tazzina di caffè è il riflesso del mondo: dietro chi la sta gustando, immerso nei suoi problemi, nelle tribolazioni di giornata, si nascondono i volti e le mani di tante persone. In un viaggio che inizia da angoli remoti della terra e raggiunge noi, nelle mattinate uggiose di lavoro. Iniziamo il 2025 con una storia meravigliosa, che sa di caffè, di tostatura, ma anche e soprattutto di creatività, di inventiva, di avventura. Il protagonista, l’imprenditore Dario Messina, letteralmente il signore del caffè, è un coraggioso innovatore, appartiene alla categoria degli uomini intuitivi. Si è raccontato con una voce elegante e sobria: possiede una dizione impeccabile, da speaker, tant’è che lo abbiamo salutato con una battuta: «Se si stancherà di fare il caffè, avrà pur sempre un futuro in radio». Ma Dario Messina, siciliano di origini, ma oggi residente a Vibo Marina, si definisce «un mediterraneo», del suo lavoro non si stancherà facilmente: è troppo appassionato. Abbiamo chiacchierato con lui in un pomeriggio di inizio anno.
La storia di Dario
«Nella mia vita ho fatto studi tecnici e ragionieristici: vengo dal mondo dei numeri. Professionalmente sono nato come agente di commercio nel 1991, sempre nel mondo del cibo, precisamente nel settore dei panifici e delle pasticcerie. Ho lavorato per una azienda olandese, che mi ha dato molti strumenti di marketing. Nel 2001 ho iniziato la storia d’amore con il caffè, quasi per gioco: doveva essere soltanto una avventura commerciale. – ha detto Dario Messina – Non conoscevo il chicco, per me il caffè era una merce, però ho iniziato a studiare, sul modello di quanto avevo appreso lavorando per l’azienda olandese. Ho fatto una indagine di mercato, un po’ di ricerche, per capire quale potesse essere il prodotto nascente. Acquistavo e vendevo, ma avevo già realizzato il mio marchio, Marago Caffè, legato molto al mare, alla sostenibilità. E abbiamo sviluppato la strategia aziendale sempre su questo segmento. Ho iniziato, dopo un periodo di commercializzazione, a comprare il caffè crudo e a farmelo tostare in una piccola torrefazione siciliana. Quello è stato il vero approccio con il caffè vergine. Successivamente siamo cresciuti: abbiamo iniziato a preparare le nostre miscele, i nostri sacchetti personalizzati».
Il caffè è intreccio
Nel 2013 Dario Messina ha aperto la torrefazione a Vibo Marina, il caffè è per lui unione: «Si tratta di un prodotto complesso, che unisce, in un percorso molto bello, chi lo fa, a partire da coloro che lo raccolgono in Sudamerica, Africa e Asia e chi lo beve. Un legame che si realizza lungo una carta geografica». La giornata tipo di Dario è molto interessante: «Ci prendiamo innanzitutto un bel caffè nel nostro emporio. Quattro mattine a settimana sono dedicate alla produzione e di pomeriggio confezioniamo. Ci sono giorni destinati alla vendita, ai contatti con i clienti, allo sviluppo dei progetti: è una routine variegata. La produzione la curo io direttamente, metto le mani in pasta. La nostra è una tostatrice manuale, artigianale: la presenza dell’operatore è fondamentale e io lavoro molto su questo aspetto, per ottenere un prodotto costante, in un mercato sempre più attento. Noi ci rivolgiamo ad un pubblico esigente, che ha voglia di gustare un buon caffè».
Un caffè che racconta la Calabria
Nella torrefazione di Dario si respira una aria lenta:« Si annusano tanti profumi e una grande passione. In futuro punterò a far conoscere sempre di più Marago. Abbiamo un progetto ambizioso e bellissimo, che è quello del trasporto del caffè a vela, ma al momento non sappiamo quando si potrà realizzare. Io ho sempre pensato di dare al mio territorio un contributo di crescita, perché ci credo molto. Cinque anni fa abbiamo realizzato “Caffèotto” con l’essenza di bergamotto e quest’anno, dopo una attentissima sperimentazione, vorremmo portarlo alla ribalta, anche perché parla di Calabria e questo mi fa piacere». Dario Messina è un imprenditore soddisfatto: «Sono felice, perché io il lavoro l’ho sempre scelto». Concludiamo la chiacchierata con tanta energia, sulle note del buon caffè e con l’augurio che sia un anno brulicante.
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