giovedì, 24 settembre 2026

Gloria Zagami, la professoressa con la casa sull’albero

Una vita da romanzo, una passione per la cucina raccontata con dolcezza

La casa sull’albero riporta alle fiabe, Gloria Zagami adora le fiabe, le legge insaziabilmente da tutta la vita, ha scritto persino un libro: «Cosa leggo? – ci dice con aria soddisfatta – Principalmente fiabe e nonostante sia adulta, io mi nutro di fantasia». La sua voce è carezzevole, piumosa. Una donna oltremodo sensibile, il cui eloquio possiede una fonetica gradevole.

A vederla sembra uscita da una pittura di genere, in un’altra vita avrebbe fatto la botanica: ha interesse e amore verso tutto ciò che la circonda e possiede una casa sull’albero, ideata e costruita dal marito Vittorio Miceli, che non esiste neppure in una versione illustrata de “Il Barone rampante”. Gloria Zagami ci racconta la sua storia e la sua cosmopolita passione per la cucina, in una storica casa di campagna vivida e fiorita, situata in una stradina che sbocca su viale Berto, nel cuore di Capo Vaticano. L’atelier di Gloria è straordinariamente comunicativo: oggetti e credenze vintage, libri, alzatine e una fragrante crostata, peccato non sia mai passata Laurie Colwin: è letteralmente una stanza da copertina.

A tu per tu con Gloria Zagami

Due occhi azzurri, una tazza bollente di caffè e le parole scivolavano fluide: «Ho trascorso parte della mia infanzia a Merano con mia nonna, abitavamo in una casa ammobiliata e scendevamo in Sicilia per le feste e in estate, ricordo le corrispondenza epistolari, ci scrivevamo ogni due giorni e si viveva con l’ansia della lettera da scartare. Mia madre era tedesca, prima della guerra aveva un futuro come soprana ed era anche andata a lavorare in un atelier di alta moda di una signora russa, voleva che io studiassi bene il tedesco, fu principalmente lei ad insegnarmi a fare i dolci. A Merano si facevano delle passeggiate, si esplorava, si studiavano i fiori, le mie compagne possedevano delle aziende di mele, ci riunivamo spesso intorno alla cioccolata calda di mia nonna, oppure alla torta “Puntura di api”, in tedesco “Bienenstich”, la faccio spesso anche io, e come dimenticare i budini. Ho tutt’ora la cucina dei miei genitori, quanti dolci si sono sfornati!».

La narrazione possiede l’andamento di un romanzo di Jane Austen, Gloria Zagami sa essere molto icastica, fa sognare: «Per le medie mi sono ritrasferita in Sicilia, ho avuto qualche difficoltà con l’italiano, poiché ero abituata ad utilizzare le parole con parsimonia, a Merano la maestra mi aveva insegnato così, ho amato da subito la Divina Commedia».

La sua formazione

E così Gloria Zagami diventa negli anni una studiosa infaticabile: due lauree, lingue e lettere, una carriera che inizia come lettrice di lingua tedesca all’Università di Messina, poi diventa una accademica, una studiosa innamorata. La Professoressa nel suo atelier pronuncia i nomi di molti dolci tedeschi, legati alla tradizione, con una grande passione.

«Sono vegetariana – continua a raccontarci – da quando avevo 15 anni, mi piace muovermi in cucina con lentezza, a Pasqua faccio l’Osterzopf, una treccia. In primavera, invece, realizzo una torta alle fragole con la panna di latte: un pan di spagna bagnato con le fragole macerate e farcito con la panna fresca e le fragole tagliate. Una cosa che preparo sempre è la frolla. In cucina amo follemente la cannella e l’anice». Una storia nutriente quella di Gloria Zagami, come un soffio di passionalità delicata. E mentre scende sorridente dalla sua casa sull’albero ci racconta con gioia dei suoi 5 cani e 9 gatti, lo fa con amore e una vitalità pervasiva.

La ricetta: la primavera è una torta alle fragole, farcita con una cremina al limone leggera e decorata con i fiori freschi

Il grembiule sporco e le mani che sanno di fragola, una inconfondibile essenza delicata e dolciastra, che incarna a pieno il tepore primaverile, interrotto da qualche acquazzone. Avete presente il pittore John Frederick Peto e la sua celeberrima “Natura morta con torta, limone, fragole e vetro”? Ebbene, è il ritratto puntuale di una stagione, di uno stato d’animo e potremmo dire anche di un angolo della casa, quello che racconta esattamente chi siamo, perché il cibo è psicanalisi pura. E con gli occhi fissi all’opera di Peto, potreste cimentarvi nella realizzazione di un pan di spagna crema e fragole, non esiste nulla di più gratificante nella vita.

Torta Giardino di Fragole

ingredienti per il pan di spagna:

  • 6 uova;
  • 140g di zucchero;
  • 100g di farina.

Per la crema: 4 tuorli;

  • 160g di zucchero;
  • 60g di maizena;
  • 1litro di latte;
  • la scorza di due limoni;
  • 500g di fragole.

Per la bagna:

  • 300ml di acqua;
  • 30g di purea di fragole,
  • buccia di un limone,
  • essenza al rum.

Preparazione

Lavorate i tuorli con lo zucchero, a parte montate gli albumi, unite le due masse e incorporate la farina setacciata. Livellate il composto su due teglie piane foderate, cuocete a 160° per 10 minuti. Sfornate e ricavate due dischi con un cerchio di acciaio. Per la bagna scaldate l’acqua con la purea, il limone e qualche goccia di essenza al rum. Dedicatevi adesso alla crema: lavorate i tuorli con lo zucchero, aggiungete la maizena setacciata, il latte caldo e la buccia dei limoni. Ponete sul fuoco e aspettate che la crema si addensi perbene. Bagnate i dischi di pan di spagna; utilizzate la crema per farcire, insieme alle fragole sminuzzate. Lisciate la superficie e giocate con ricami di crema, purea, fiori freschi, nastri. Servite la torta ben fredda. Buona primavera!

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