Inseguire i sogni, già… sembra una frase da romanzo adolescenziale, stereotipata, inadatta per una società dell’utile. E, invece, caratterizza la storia di questa protagonista, Jenny Condello, determinandone gratificazione e successo. Chiacchierare con le donne, che sono riuscite a inseguire e raggiungere i propri obiettivi, è sempre affascinante: si parte da situazioni di svantaggio importante. Una donna, diciamocelo chiaro, ha il peso del mondo sulle spalle, anche se non ha figli: per farsi strada deve faticare di più e possedere spalle più larghe e robuste.
La storia di Jenny Condello
Quella di Jenny Condello, classe 1991, originaria di Polia, è la storia di una studentessa di giurisprudenza che, arrivata ad un certo punto, ha lasciato le aule universitarie ed è diventata una chef. Studiando e faticando si è conquistata ogni centimetro del suo mestiere. Si racconta con grande dolcezza e pacatezza espressiva, anche se in cucina è una donna caparbia, pignola, perfezionista e tenace e lo si capisce subito.
La svolta
«Ho fatto un percorso atipico io: mi sono diplomata in ragioneria, proseguendo poi gli studi a Roma in giurisprudenza. La passione per la cucina l’ho sempre avuta: facevamo la pasta fresca e io, ancora bambina, stavo dietro a mia nonna. I miei obiettivi professionali però erano altri, cucinavo a casa, utilizzando tutto il repertorio della tradizione. A metà degli studi universitari, mi sono iscritta ad una accademia di cucina, nella quale insegnavano chef stellati, prestigiosi. A quel punto, mi sono accorta che la mia strada era altrove: ho completato i corsi in accademia e ci sono rimasta come collaboratrice interna, è stata una notevole opportunità. Non mi sono mai pentita di non essere diventata avvocato, perché è necessario seguire i propri sogni. Terminato questo percorso, sono andata a lavorare in un albergo romano».
Oltre la fatica
Jenny Condello come tutti i professionisti della cucina è curiosa, vuole conoscere, sperimentare: «Ho deciso, dopo sei mesi di lavoro all’hotel romano, di andare alle Isole Eolie, più precisamente a Vulcano, per una stagione estiva. È stata una esperienza faticosa: in cucina si moriva di caldo, ma lì ho imparato i best seller siciliani. Tornata a Roma, sono andata a prestare servizio in un bistrot di pesce e contemporaneamente, ho fatto una esperienza da insegnante in un istituto alberghiero, sebbene non aspirassi a quella carriera. La mattina insegnavo e la sera lavoravo: ho cercato di trasmettere tanto alle studentesse». In seguito, sono tornata in Sicilia, rimanendoci oltre l’estate, sino a quando non ho avuto nostalgia della capitale. Tuttavia, era il periodo della pandemia, tutto molto precario».
Il ritorno in Calabria di Jenny Condello
Quello di Jenny Condello è stato un ritorno causale nella terra di origine: «Su suggerimento di mio cugino, ho fatto un colloquio per una opportunità di lavoro in Calabria. Nel 2020 ho iniziato e ci sono rimasta. All’epoca lo chef dei matrimoni, dove lavoravo, era Natale Giunta, che mi ha proposto di andare a Palermo per imparare il sushi. Lavoravamo per la realizzazione delle cerimonie. Poi mi sono appassionata e specializzata nei grandi lievitati: pane, focacce. Oggi sono una chef responsabile in un ristorante alla carta e realizzo anche dessert da servire al piatto: faccio basi pan di spagna, gelati, mousse, creme. Attualmente mi occupo personalmente di sushi, panificazione, dolci, ovviamente, durante il servizio tutti facciamo tutti».
Dietro la passione
Jenny Condello, stacanovista fino al midollo, in futuro vorrebbe aprirsi una attività sua. Del profilo professionale ci racconta: «In cucina amo l’ordine e la disciplina e quando indosso la divisa divento molto severa, è un modo per onorarla». Una storia che insegna ad essere autentici, ad ascoltare le proprie passioni, senza timori, inibizioni e paranoie.
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