Un ragazzo di ventitré anni che gestisce un panificio suo insieme al fratello, lavora giorno e notte con entusiasmo e ci racconta dei suoi pani aromatizzati, delle ricette dolci di nonna che conserva e realizza, dei suoi sogni diventati realtà: ascoltarlo è bellissimo, per alcuni versi anche emozionante. Mattia Tassone Trasmette l’amore per il lavoro, una energia incontenibile, la gratificazione del tempo.
«La mia passione è esplosa da bambino»
Chiacchieriamo con Mattia Tassone, nato e cresciuto a Serra San Bruno, in un primo pomeriggio soleggiato di fine settembre, con le prime foglie gialle, la sua appare subito una storia positiva, all’insegna del fare, delle sfide, piccole o grandi che siano. «Sono nato nel 2001 – ci racconta Mattia – ho fatto lo Scientifico, ma avrei voluto fare l’Alberghiero: io nel cuore ho sempre avuto il cibo. Provengo da una classica famiglia meridionale con un legame stretto con la cucina: piatti, dolci che tornano. E di conseguenza, sono sempre stato appassionato di cucina, aiutavo rigorosamente alla destra di mia madre: posavo le tagliatelle sul tavolo, lavoravo con gli scarti della pasta. A dieci anni ho iniziato a fare la pizza con il forno a legna per tutta la famiglia, per gli amici, tutti apprezzavano il fatto che fossi un bambino».
Il percorso di Mattia Tassone
Appena terminata la scuola Mattia ha iniziato a lavorare duramente: «Due giorni dopo il diploma sono entrato in una cucina, con accordi presi prima ovviamente. Ho incominciato con le mansioni più semplici, avevo un grande desiderio di imparare. Nel periodo del Covid ho acquistato decine e decine di libri sulla panificazione: ho studiato tantissimo». Alla riapertura dei locali, dopo il lockdown, Mattia ha intrapreso una nuova avventura in un’altra cucina, ma in maniera specializzata: «Curavo la panificazione, facevo le pizze e il pane fresco tutti i giorni, sono rimasto lì per tre anni, nei quali sono cresciuto molto, avendo responsabilità e acquisendo sicurezza».
Mattia ha deciso in seguito di aprire un panificio con il fratello, esperto in questo settore: «Ho abbracciando a pieno la panificazione, oggi trascorro il tempo nel mio laboratorio. All’inizio non riuscivo a dormire, mi sono dovuto abituare a ritmi diversi. La mattina si consegna sul versante ionico, di notte si sforna. Il mio pane è una sintesi tra innovazione e tradizione: usiamo tecniche molto moderne, ma con uno sguardo al passato. Utilizziamo farine locali e di grande qualità, il lievito madre».
I suoi pani speciali
Nel suo laboratorio si sfornano pani speciali: «Pani aromatizzati con la spirulina, la zucca e le noci, con i semi di sesamo, girasoli, i pomodori secchi». Mattia Tassone non ha alcun rimpianto: «Sono felice e soddisfatto del mio lavoro, rimpiango solo ogni tanto qualche ora di sonno. In laboratorio facciamo anche la biscotteria secca: mi ritrovo le ricette di mia nonna scritti sugli elenchi telefonici colorati: per esempio lo “nzullo” un biscotto duro con le mandorle molto goloso, i taralli dolci che si facevano a Serra, realizziamo anche classici frollini al cioccolato, alla cannella». Storie come questa di Mattia insegnano che sacrificio e perseveranza si traducono in voglia di vivere.
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