La vita delle donne è autenticamente una impresa, «amano con tutta l’anima» cantava di Capri e lavorano con tutte le energie pensabili, sfiorando l’impossibile. Scrive Elena Ferrante ne “La Figlia Oscura”: «Un corpo di donna fa mille cose diverse, fatica, corre, studia, fantastica, inventa, si sfianca», parole sante, diremmo in gergo. Quella di Palma Preiti, classe 1985, originaria di Spilinga, ma residente a Vibo Valentia dove gestisce un locale suo di sera e di giorno lavora in quello di famiglia, è la storia di una donna vigorosa, che ha fatto del movimento una bandiera.
La storia di Palma Preiti
«Ho iniziato a lavorare molto presto in sala nel primo ristorante di famiglia, ero praticamente una adolescente. Dopo la scuola mi iscrissi in giurisprudenza a Perugia e feci tre anni, ma lavoravo il fine settimana in un ristorante, perché questo mondo ce lo avevo dentro. E infatti, ho abbandonato gli studi per lavorare a tempo pieno nel ristorante, per poi prenderlo in gestione e fare due anni belli pieni, ma avevo solo vent’anni. Facevamo una cucina prettamente umbra, che adoravo, fu una grande esperienza, sia ai fornelli che come imprenditrice. Della cucina amo follemente la mescolanza di gusti diversi, il capire cosa potrebbe uscirne, anche se poi non mangio quasi mai quello che cucino. Ho imparato molto dal lavoro, mi sono fatta con l’esperienza, anche se ho sempre desiderato fare un corso, studiare».
Il ritorno in Calabria
Palma ha deciso di tornare da Perugia in Calabria e la vita le ha riservato una sorpresa: «Sono rientrata, ho conosciuto Peppe, mi sono sposata e ho avuto tre bambine. Ho iniziato nuovamente a lavorare nel ristorante di famiglia, qui a Vibo, e dopo due anni di sala, sono entrata in cucina, all’inizio occupandomi degli antipasti. In seguito mi sono messa a pieno ritmo ai fornelli. Sicché non abbiamo partorito l’idea con mio marito di aprire un bistrot nostro. Il mio locale è un laboratorio creativo, si può fare di tutto». Palma non è pentita di aver lasciato gli studi in legge: «Forse qualche anno fa ci pensavo, oggi non più, mi sento soddisfatta».
La protagonista di questa storia ci racconta la sua frenetica giornata modello: «Mi sveglio alle 06.50 preparo le bimbe, sistemo casa e vado in palestra, faccio la spesa per il ristorante di famiglia e alle 10.30 sono in cucina per smontare alle 16.00. A quel punto, vado a casa preparo la cena alle bimbe e alle17.30 apro il mio locale, è una battaglia. Aprire un locale mio dal punto di vista professionale è stata la mia grande sfida, dal punto di vista personale, invece, lo è stato sposare mio marito dopo tre mesi che lo avevo conosciuto». Palma ama girare, guardarsi intorno: «Adoro andare in giro, alla ricerca di gusti da scoprire, persona da conoscere».
Tra cinque, dieci anni Palma si vede «professionalmente molto realizzata» e alle sue bambine insegna «il sacrificio e la dedizione al lavoro, poi ognuno prenderà chiaramente la sua strada». Si definisce una donna «estroversa, emotiva e sentimentale».
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