Il primo pomeriggio d’estate, la tazzina sporca di caffè, l’aria pesante e quella sensazione di tempo statico, che solo i pomeriggi d’estate sanno regalare. In uno spazio così tacito irrompe la voce di Serena Solano, con il suo accento nordico e un dinamismo pervasivo, una grande agilità intellettuale. È una giovane ginecologa, originaria di Rombiolo, una studiosa, viaggiatrice, appassionata di cucina, donna eclettica, possiede una parlata decisamente ottimistica.
«Ho trascorso i primi sette anni in Calabria, poi mi sono trasferita in Emilia a Sassuolo e ci sono rimasta fino ai 17 anni, ho vissuto di nuovo giù fino all’inizio dell’Università e infine mi sono nuovamente spostata. La mia infanzia in Calabria profuma di salsa di pomodoro, ha il sapore delle polpettine che mia nonna metteva nella pasta al forno. Dell’Emilia mi porto dentro il sapore dell’aceto balsamico stagionato con le fragole, me le fece assaggiare una volta un mio amico».
L’esperienza di Serena Solano
Serena ha studiato medicina a Parma e adesso vive a Torino, dove frequenta la scuola di specializzazione in ginecologia: «Da studentessa di medicina sono stata per studio a New York e al quinto anno tre mesi in Tanzania, per fare tirocinio in un ospedale missionario, gestito da una associazione italiana. Della cucina africana potrei raccontarti tantissime spezie, tra cui il coriandolo. Hanno uno stile di cucina all’aperto, friggono i platani per strada e consumano in modo comunitario».
Serena Solano esordisce in cucina preparando dolci: «La prima cosa che ho imparato a fare in cucina sono le crepes, in seguito mi sono cimentata nelle torte di compleanno, mi divertivano un sacco, e nelle crostate, farcite con le marmellate della mamma. Successivamente ho vissuto la stagione americana e mi sono cimentata in cheescake e Velvet: la mia passione per la cucina è a fasi, a stagioni, quella dei muffin o della torta allo yogurt, la vivo così».
Il primo piatto salato di Serena sono state le lasagne della mamma: «Il repertorio dal quale attingo è quello della mia mamma, lei per me è un ricettario vivente, non cerco altrove. A Natale faccio sempre la “Pitta di Baccalà”, piatto di mia nonna materna». Serena Solano lavora all’ospedale Sant’Anna di Torino e ama profondamente il suo lavoro, perché aiuta le donne a stare meglio: «Seguire le gravidanze è ovviamente un’altra parte bellissima di questo mestiere». Si definisce una donna «testarda e appassionata», che pratica «una cucina tradizionale».
La ricetta: una crostata ai fichi per celebrare agosto in tavola

Agosto è assolutamente un periodo da vivere in cucina e all’aperto, perché regala profumi in
transito, in metamorfosi, pensate anche soltanto alla dolcezza di un fico maturo, alle more,
alla carnosità dei pomodori, la delicatezza della primissima uva. La crostata ai fichi è un
dolce che potete fare solo tra agosto e settembre, si lega non soltanto ad un periodo dell’anno,
ma ad uno stato d’animo, ad una sensazione.
Ingredienti: 400g di farina; 200g di burro; 4 tuorli; 200g di zucchero a velo; vaniglia;
marmellata di fichi oppure 500g di crema pasticcera; 500g di fichi freschi.
Preparazione. Fate una fontanella, ponete al centro il burro, i tuorli e lo zucchero a velo e impastate
perbene, lasciate riposare per mezzora. Riprendete la frolla, foderate lo stampo e cuocete,
adagiando sulla superficie un foglio di carta forno con i fagioli come peso. Una volta sfornato
il guscio, farcitelo con marmellata oppure crema e divertitevi a decorare la crostata tagliando
i fichi a spicchi.
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