Esistono vite che sono in tutto e per tutto appassionanti galoppate, hanno la stessa adrenalina della faticata: la capacità di trasformare il sudore in energia, di resistere con passione, di cambiare al momento giusto, di intercettare il vento. Esistono storie che spronano a camminare, correre, conquistare, come questa di Tonino Pisano, che vi racconteremo. Avete presente la canzone di Baglioni “La Vita è adesso”? Ebbene, potrebbe essere la colonna sonora ideale per questa vita.
La sua storia ed il suo percorso
Abbiamo chiacchierato con Tonino Pisano, originario di Soriano, classe ‘82, chef e titolare di un ristorante a Vibo Valentia, in una soleggiata mattinata festiva, dalle sfumature domenicali: «La mia è una vita dal percorso particolare, mi sono diplomato di liceo scientifico a Soriano, in seguito mi sono iscritto in sociologia, ero appassionato di filosofia, di storia, interessato soprattutto allo studio del mondo in cui viviamo».
«Mi sono laureato, ma ho imboccato un’altra strada: alla cucina mi sono avvicinato da studente universitario, con il modello della nonna paterna che mi portavo sin dall’infanzia. Fu un mio coinquilino a propormi di lavorare in un albergo e ristorante romano come facchino da cucina, l’ho fatto per quasi due anni. Nel frattempo avevo iniziato un corso alla Città del Gusto del Gambero Rosso: mi alzavo alle 4.00 lavoravo in cucina fino alle 15.00 e alle 17.00 iniziavo il corso, questa routine è durata per un anno. In seguito ho iniziato uno stage gratuito, pur mantenendo la mia occupazione come facchino: lavoravo 16-18 ore al giorno», ha detto Tonino Pisano.
«Successivamente l’hotel mi ha dato la possibilità di fare l’aiuto pasticcere e in un secondo momento sono diventato aiuto cuoco in un altro ristorante, ed è iniziata la mia scalata. A Roma negli anni ho prestato servizio in diversi ristoranti, sino a diventare secondo chef».
Il ritorno a casa di Tonino Pisano
Tonino ad un certo punto ha deciso, dopo tanto tempo, di tornare in Calabria con un grande bagaglio: «Una volta rientrato ho lavorato come dipendente per tre anni e mi sono innamorato della cucina di pesce. Ho riscoperto la freschezza del cibo. E così mi sono deciso a investire tutti i risparmi in un locale mio, ho fatto i lavori di ristrutturazione, ma è arrivato il Covid, ho dovuto chiudere ed è stato un trauma. Tuttavia, alla fine ce l’ho fatta: proponendo una cucina freschissima del territorio e trattando il pescato».
Della cucina Tonino ha sempre amato la meritocrazia: «In questo mondo vai avanti se vali, se sei disposto a imparare, nonostante i sacrifici, non conta tanto il curriculum, questo aspetto mi ha stregato».
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